I programmi previsti per il 2009-2010 si articolano intorno a quattro temi:
1. L'arte del cinema. L'arte nel cinema. Un discorso su cinema, arte e biografia.
Il cinema interroga spesso l'arte e la biografia degli artisti. Dal Rembrandt di Alexander Korda interpretato da Charles Laughton a Brama di vivere di Vincent Minnelli sul destino di Van Gogh (seguito dal Van Gogh più recente di Maurice Pialat), da Luci d'inverno di Ingmar Bergman (che analizza il dramma dello scrittore tout court) ai film televisivi su Leonardo, Ligabue e Caravaggio, dal grande documentario di Clouzot Mistère Picasso fino alle recenti biografie filmate su Jackson Pollock, Francis Bacon e Toulouse Lautrec, il cinema espone con la sintesi delle immagini il percorso dell'artista, colto nel rapporto tra vita e opera come individuazione e/o autodistruzione ed aiuta a pensare l'arte come oltre, rischio, azzardo, rispetto alla "normalità" e all'ortodossia dell'esistenza umana.
2. Andreas Giannakoulas e Le tavole di Giobbe di William Blake Dialogo fra Andreas Giannakoulas e Franco Sborgi - Genova 17 Ottobre 2009
Andreas Giannakoulas, a partire dal ciclo delle tavole su ?Giobbe? di William Blake e dalle riflessioni di Marion Milner sullo stesso tema, sostiene che il sogno ha funzioni non solo di elaborazione e trasformazione, come ci insegna fin dalle sue origini la Psicoanalisi e come confermano oggi le scienze cognitive, ma che è analogo all'esperienza vissuta nello stato di coscienza e della veglia. In questo senso è qualcosa di più profondo, e lascia tracce più importanti sul piano psichico di quanto non farebbe se lo si considerasse mera funzione di elaborazione.
Il Prof. Franco Sborgi, Docente di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università di Genova, farà da contrappunto, sul piano del processo artistico, all'intervento del Dott. Giannakoulas.
Le "Tavole di Giobbe" sono opera della maturità del grande incisore e poeta inglese. Scrive Blake (citato da William Butler Yeats):
"Dipingete ininterrottamente. Non staccate la mano dal foglio, finché non sverrete dalla fatica. Non lavorate meno di così: arrivate al punto estremo e poi deciderete o sarete decisi. La Soglia vi aspetta: volete essere Formiche che strisciano o Aquile in volo? Se scegliete la Seconda Natura, le nostre case, nell'Eternità, non saranno mai separate".
L'unico libro di Blake stampato con metodi tradizionali fu il primo, intitolato "Schizzi poetici". Tutti i libri successivi vennero prodotti con il nuovo metodo di "stampa miniata" che lui stesso aveva ideato, con testo e illustrazioni combinati sulla stessa lastra. Negli ultimi anni del Settecento sperimentò l'idea di applicare i colori sulla lastra, ma decise di tornare alla stampa ad inchiostro monocromatico colorando poi ogni pagina a mano con penna ed acquarello, in modo da dare risalto maggiore alle sue visioni. I primi volumi miniati avevano le dimensioni di un tascabile di oggi, ma in seguito l'artista optò per un formato più grande per evidenziare le immagini.
L'incontro è organizzato in collaborazione con Il Centro Genovese di Psicoanalisi della Società Psicoanalitica Italiana.
3. L'identità come arcipelago.
A cura di Marco Ercolani e Lucetta Frisa
Progetto di un seminario a più voci sulla letteratura apocrifa e immaginaria, sul gioco del vero e del falso. L'attenzione è incentrata su biografie di artisti molto vicini all'aspetto inconscio della produzione artistica, biografie reinterpretate sia con il filtro della visione psicoanalitica che con la libertà dell'immaginazione.
"Esistono nodi irrisolti e dolenti, nella vita e nell'opera di un artista, che non invitano a spiegare o a capire ma ad indagare ancora, come se certe domande esigessero sempre, dal mondo dei vivi, una risposta. A partire da tracce reali e indizi verosimili -frammenti di lettere, aneddoti, cronache, taccuini - diventa un gioco perturbante reinventare, reimmaginare, entrare di nuovo in quelle vite e in quelle opere: trasformare, correggere, «risognare» il passato. Chiedere a certi destini, consegnati alle cronache della storia, tornare incompiuti, di esibirsi sul palcoscenico di un racconto fantastico per svelare ancora il loro segreto. Pur restando tale, quel segreto ci parlerà di come, fin dall'inizio, l'arte non sia stata che un lungo combattimento per la ricerca di una verità poetica, intima e assoluta, da conquistare attraverso le meraviglie della finzione. Un dettaglio si evidenzia, un paesaggio si sfuoca, un sogno si compie, una voce si rivela, una visione si forma. La condizione paradossale dell'autore ?apocrifo' è creare un testo impossibile che, mentre viene scritto, diventa possibile dall'interno di una scrittura-ombra che va alla caccia dei suoi fantasmi e naviga nel mondo delle ipotesi e delle congetture, dei commenti e delle fantasie, del vero e del falso, in una terra instabile e metamorfica che si impone come la sola necessaria e reale" (Marco Ercolani).
Il progetto può consistere in alcune relazioni/letture sul tema dell'identità:
Giuseppe Zuccarino: L'identità plurale in Nietzsche e Valery.
Luigi Sasso: Il vero e il falso nella letteratura.
Marco Ercolani e Lucetta Frisa: La scrittura come arcipelago. Con lettura di testi "apocrifi".
Massimo Morasso: Testi apocrifi di Vivien Leigh.
4. Il silenzio nella musica. Prima e dopo John Cage. Variazioni sul tema.
A cura di Marino Lagomarsino
L'importanza della figura del Silenzio per l'arte in generale e la Musica in particolare è enorme e di estrema evidenza. Il Silenzio è innanzi tutto un luogo concreto, un limite che bisogna superare per giungere al Suono, ma anche e nello stesso tempo lo spazio imprescindibile all'interno del quale al Suono, e in definitiva all'opera d'arte, viene offerta la possibilità di vivere. Il Silenzio è lo spazio ove il soggetto può cogliere l'opportunità per esercitare una "attenzione" creativa nel senso che intendeva anche la scrittrice Cristina Campo - "attenzione" come forma di concentrazione assoluta, come lente capace di focalizzare il singolo dettaglio, ma anche traccia dell'elemento "ineffabile" (Vladimir Jankélévitch) che accompagna ogni manifestazione artistica. In questo senso il Silenzio si presta a divenire metafora per ciò che deve tacere, che deve rimanere nascosto per consentire all'opera di acquisire senso e prendere vita. Infine il Silenzio e la musica offrono un altro elemento di grande suggestione per lo psicoanalista: il parallelo tra la rappresentazione musicale e il setting psicoanalitico (Luca Trabucco).
Progetti in via di definizione:
a) Un volume critico sull'opera del pittore Silvio Cassinelli, a cura di Gianfranco Bruno e Luca Trabucco, in occasione della mostra per il pittore ligure, artista espressionista, schivo e solitario, scomparso ottantenne nel 1985. Il libro ospiterà anche testi poetici dell'artista a cura di Luigi Surdich.
c) Seminari a tema.